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Cornelio Fabro
Dall'essere all'esistente. Hegel, Kierkegaard, Heidegger
, Nietzsche
Marietti 1820, Genova-Milano, 2004, pp. 442

Basti-testi - Analogia e autoreferenza
Dall’essere all’esistente, a quasi mezzo secolo da quando apparve nel 1956 presso l’editrice Morcelliana, non solo non ha perso attualità, ma solo oggi, tramontato l’esistenzialismo quale corrente alla moda, può offrire quel contributo che le indagini in esso contenute già allora si proponevano di dare: «la fondazione del finito nell’Infinito». L’esistenzialismo ebbe certo il merito di riscoprire l’importanza della questione dell’essere, per tre secoli rimossa dal predominio di una ragione avida di sistemi e ideologie. Ma il problema non era — come già precisato dallo stesso Heidegger nella Lettera sull’umanismo — di sostituire il primato dell’essenza a quello dell’esistenza, bensì di rompere il circolo dell’immanenza proprio a partire dall’esistenza finita quale orizzonte di infinita trascendenza dell’essere nei confronti dell’ente.

(Umberto Regina, dalla Presentazione)


Il tempo dei sistemi è passato. La ragione assoluta non protende più le sue trame per tenere e tessere il destino dell’essere e piegarlo alle sue forme. Due guerre mondiali hanno dissolto per sempre la pretesa del pensiero per un dominio assoluto del mondo: la ragione delusa va ora errando in cerca di un nuovo concetto di libertà. I più recenti prodigi della tecnica hanno liberato dall’abisso della creazione le energie primordiali e l’imminenza, sempre presente, di una conflagrazione del cosmo profila all’uomo l’orizzonte del nulla. […] Tempo tragico di estrema indigenza e d’irrevocabili minacce, ma anche tempo di attesa di decisioni supreme e di estreme speranze. Oggi l’uomo ha da fare la scelta che probabilmente deciderà per molti secoli, e forse per millenni, il volto futuro del mondo, e della stessa sopravvivenza della civiltà dell’Occidente: ferito nel suo orgoglio e disperato, l’uomo ora interroga se stesso sul senso del suo errare nel mondo e nella storia.

(Cornelio Fabro, dalla Premessa)

 

 

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