Vincent
Descombes
Le istituzioni di senso
Marietti 1820, Genova-Milano, 2006, pp. 441
In
quest'opera Vincent Descombes sviluppa una concezione olista dell'intenzionalità
dello spirito (sia soggettiva che oggettiva), che mira ad argomentare
una risposta al problema di come sia possibile stabilire se due persone
pensano la stessa cosa quando hanno lo stesso pensiero. Se non si sa dire
come identificare o differenziare i pensieri di due persone, non si sa
nemmeno identificare i pensieri di una sola persona. Per poter dire che
due persone pensano la stessa cosa, è necessario determinare in
modo impersonale ciò che ciascuna di esse ha detto, o avrebbe potuto
dire, per esprimerre il proprio pensiero. Ora, questa determinazione impersonale,
anonima, è ciò che le istutuzioni di senso ci permettono
di fare, come ad esempio la lingua comune e le forme comuni di vita sociale.
(dalla Quarta di copertina)
Descombes sostiene che un'introduzione adeguata alle scienze umane o dello
spirito e, di conseguenza, anche alla sociologia, in particolare quella
che ha ad oggetto di ricerca l'azione sociale, richiede prima di tutto
una concezione dello spirito [...]. Così, ad esempio, se si vuole
comprendere la collera di Achille da un punto di vista logico, o anche
psicologico, non si tratta di attribuire una qualità del carattere
all'eroe greco secondo lo schema predicato/oggetto, ma anche e soprattutto
di comprendere che essa è rivolta contro qualcuno, Agamennone,
[...]. Il concetto di collera è un concetto intenzionale dello
spirito: la collera non è tanto o solo uno stato più o meno
volontario di Achille (atto), ma è anche un fatto pubblico, il
cui contenuto deve essere riconosciuto sia perché si origina
in un rapporto conflittuale, sia perché ha una ricaduta sugli stessi
rapporti dei condottieri achei.
(Giuseppe Padovani, dall'Introduzione)