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Giuseppe Barzaghi
Anagogia. Il Cristianesimo sub specie aeternitatis
Edizioni TC, Modena, 2002

Giuseppe Barzaghi - Anagogia. Il Cristianesimo sub specie aeternitatis

La metafisica, è quella particolare radicalizzazione della metafisica che si sviluppa all'interno della ricerca teologica cristiana, orami da lungo tempo ha subito un così violento ostracismo da creare un effetto, forse storicamente unico, di alienazione del pensiero dal suo terreno proprio, con esiti, sia per lo sviluppo culturale sia per la vita di fede, non ancora calcolabili nelle loro gravose conseguenze. Un altro rilievo, parallelo a questo, riguarda il "trasbordo culturale" verso forme deboli di pensiero che si pensano, e continuano a pensarsi, capaci di una dialogista ed di una ecumenicità di cui la metafisica, nella sua presunta pretesa di incontrovertibilità e di verità, ne rappresenterebbe la più sistematica negazione. Si è insomma operato in direzione di uno svuotamento semantico della verità, metafisicamente intesa, per introdurre un significato che la vuole dogmatica, impositiva e autoreferenziale. […]
Ma non sarebbe giusto, nei confronti sia dell'autore che del lettore, non evidenziare l'arditezza del tentativo speculativo che Barzaghi in tutti i suoi scritti persegue e che è segnato, inevitabilmente, dalla complessità di quella realtà la Chiesa e quel particolarissimo insegnamento che è il Dogma, su cui le sue riflessioni hanno una inevitabile ricaduta, e in questa particolare pubblicazione una diretta ricaduta. Non ci troviamo di fronte ad una proposta integralmente tomista - se con essa intendiamo una prospettiva che assume il dettato tomistico e ne sviluppa le logiche conseguenze - ma ad un percorso che mette in tensione Tommaso con una tradizione che spesso ha conflitto con la sua scuola. Questo "mettere in tensione" è la nota dominante di tutti i lavori di Barzaghi, portatore, in questo, di enormi stimoli anche in chi non dovesse trovarsi d'accordo. E anche in chi non dovesse trovarsi d'accordo, e avesse una adeguata consapevolezza del delicato rapporto tra ricerca teologica e dogma, non si affretti troppo facilmente a sposare una lettura che traduce la "tensione" in termini di inconciliabilità, perché potrebbe non essere difficile scoprire che la sua pur apprezzabile fedeltà in realtà vede solo la metà dei problemi che la ricerca di Barzaghi mette in luce, che è spesso inclusiva e non alternativa alla tradizione metafisica e teologica tomista. È vero comunque - ma lo è anche e soprattutto per Barzaghi - che l'assunzione di alcuni presupposti che caratterizzano la nascita e lo sviluppo della modernità, che ormai da una inveterata e autorevole tradizione metafisica sono stati scandagliati come l'origine del moderno ateismo e immanentismo, non è una assunzione priva di problematicità, tanto più per il teologo. […]
I presupposti a cui faccio riferimento, come constaterà il lettore dei testi di Barzaghi, sono l'hegelismo e, relativamente la nostra contemporaneità, le tesi severiniane assunte dall'autore all'interno del fenomenologico "punto di vista dell'Eterno", vero baricentro della teoresi barzaghiana. […]
Da questo importante punto di vista, e tenendo in debito conto gli eventuali dissensi, anche motivati, che questi testi possono sollevare è già un incalcolabile servizio ad una equilibrata ricerca teologica proporre una riflessione come quella di Barzaghi, giocata quasi integralmente sulla incarnazione della concettualità metafisica sul contenuti rivelati della fede cristiana e, in questa pubblicazione, anche sul mistero della Chiesa.

Dalla presentazione al libro di Emmanuele Morandi

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