Sestola 27 luglio/30 agosto 2003
In collaborazione con l’Associazione VOLARE ALTO.
Presso Terrazza della casa del Sole o, in caso di maltempo, nella Chiesa
del Rosario.
- Domenica 27 Luglio 2003 ore 16,30
LA FEDE FRA “TIMORE E TREMORE”
SØREN KIERKEGAARD
Mario Enrico Cerrigone
Il timore e il tremore della fede ne esprimono il travaglio
nella sua lotta col dubbio, ma oggi il "dramma" umano della fede
sembra già da subito vinto dall'imperante e celebrata potenza del
dubbio che, come un maglio, pare capace di colpire e distruggere ogni certezza.
Ma cosa vuol dire "avere fede", e cosa vuol dire "dubitare"?
Sono essi due atti differenti o traggono la loro vitalità da un'unica
radice comune? E soprattutto che ruolo hanno oggi in cui: «non solo
nel mondo degli affari, ma anche in quello delle idee, il nostro tempo sta
attuando un'autentica liquidazione. Tutto si ottiene a un prezzo talmente
vile, che viene da chiedersi se alla fine ci sarà ancora qualcuno
disposto a offrire. Oggi ogni mercante della speculazione, ogni libero docente,
assistente, studente, non si accontenta di fermarsi a dubitare di tutto,
ma va oltre. Forse sarebbe avventato e inopportuno chiedere loro dove in
fondo se ne stanno andando, ma è cortesia e modestia il considerare
come una cosa troppo risoluta il fatto che essi abbiano dubitato di tutto,
poiché altrimenti sarebbe anche un discorso strano quello che essi
“vanno oltre”» (Søren Kierkegaard).
- Sabato 2 Agosto 2003 ore 16,30
SUB SPECIE AETERNITATIS
VEDERE L’ETERNO DALL’ETERNO
Giuseppe Barzaghi
Vedere l'eterno dall'eterno significa elevarsi, sollevarsi;
questo movimento indica un'azione per la quale si assume una posizione più
alta, dalla quale è possibile, in qualche modo, prendere insieme
tutto il sottostante. Si potrebbe dire che elevazione corrisponde all'acquisizione
di un punto di vista, appunto, elevato, alto, superiore, dove alto e superiore
indicano nello stesso tempo la prospettiva che coglie insieme il profondo,
dunque non superficiale, e il distaccato, cioè il non coinvolto nel
senso della relatività e della pura parzialità. Questa coincidenza
della profondità e del distacco porta a considerare l'elevatezza
del punto di vista come l'altezza del punto di vista assoluto. Dunque l'elevazione
(in greco: anagogia) dovrebbe rappresentare la dottrina che considera le
cose dal punto di vista dell'Assoluto, o assolutamente.
- Domenica 17 Agosto 2003 ore 16,30
UN PERCORSO FRA IDEOLOGIA E MEDIOCRITÀ
CHE COS’È IL POST-MODERNO?
Emmanuele Morandi
Parlare della fine delle ideologie significa indubbiamente
parlare della fine di una straordinaria fonte di conflitti e di odi che
hanno caratterizzato il secolo che si è appena chiuso alle nostre
spalle. Ma adesso è importante chiedersi anche se questa “fine”,
che ha visto svanire terribili fantasmi, si è aperta o no su un avvenire
più vero e promettente. È possibile ritenere che l’uomo scampato
alle burrasche degli scontri ideologici abbia trovato una strada, o almeno
un piccolo sentiero, su cui incamminarsi insieme agli altri? O, piuttosto,
è più realistico registrare l’assenza di questo cammino? Certo
è che la mancanza di un “cammino comune” può condurre a pericoli
ancor più gravi di quelli che i conflitti ideologici hanno comportato,
soprattutto osservando lo scivolamento verso una società che sempre
più “si lascia vivere”, che cresce in un clima di “obesità
consumistica” e in “palestre di eterna giovinezza”, una società che
prepara uomini non solo senza qualità ma persino privi della loro
umanità.
- Sabato 23 Agosto 2003 ore 16,30
SULL’ESISTENZA DEI DRAGHI E DEGLI ELFI
RONALD REUEL TOLKIEN : “IL SIGNORE DEGLI ANELLI”
Claudio Antonio Testi
Spesso si tende a leggere Il Signore degli Anelli e
l'intera mitologia della Terra di Mezzo come una semplice metafora del potere
nel nostro mondo. Si tratta in realtà di un totale fraintendimento
dell'opera tolkienaniana. Il Signore degli Anelli, infatti, lungi dall’essere
una semplice metafora, è un racconto realistico e storico che riguarda
un mondo “secondario” in cui realmente (anche se analogicamente) i draghi
e gli elfi esistono davvero. Ma la tesi sull’esistenza dei draghi e degli
elfi non è affatto una fantasiosa e bizzarra idea, tutt’altro, proprio
la dimostrazione della correttezza di questa tesi costituirà il percorso
di lettura che, basato sui racconti e sui saggi critici scritti da Tolkien,
caratterizzerà questo incontro.
- Domenica 24 Agosto 2003 ore 16,30
C. PAVESE O SULL’ESSENZA DELLA POESIA
"L’UOMO SOLO ASCOLTA LA VOCE ANTICA"
Alberto Cevolini
Un consolidato e – perché no? – ragionevole senso
comune vuole che il poeta sia “colui che parla per immagini”. Ma cos’è
una immagine? Qual è la sua funzione? In generale l’immagine è
qualcosa che “fa vedere”, la sua essenza consiste nel “far vedere”. Cosa
c’è di strano in tutto ciò? Che ciò che ci si predispone
a vedere mediante l’immagine non c’è, è assente. L’immagine,
allora, è ciò che rende presente l’assenza di qualcosa. A
partire da questo, è possibile comprendere in modo più radicale
il senso del “poetare”, come un modo di parlare per immagini che consente
all’uomo, a qualsiasi uomo, di corrispondere al divino.
- Sabato 30 Agosto 2003 ore 16,30
LA MUSICA DI BATTIATO E LE PAROLE DI SGALAMBRO
IN ME PARLA LA DISGREGAZIONE
Mario Enrico Cerrigone
Chiunque abbia seguito la parabola artistica di Franco
Battiato ha senz’altro colto la radicale metamorfosi di stile che si è
consumata fra Café de la Paix (album del 1993) e L’ombrello e la
macchina da cucire (1995). Uno stacco nettissimo causato soprattutto dall’incontro
di Battiato con il filosofo Manlio Sgalambro, da cui è nata una collaborazione
tuttora saldissima. Al di là di ogni considerazione “musicologica”
che si potrebbe trarre da questo cambiamento, ciò che suscita interesse
da questo incrociarsi di esperienze è l’indubbia originalità
di questo esperimento che è un inedito tentativo di fare della musica
una “condizione filosofica” e di fare della filosofia “un’esperienza di
suoni”. Ma più ancora interessante diventa, questo stesso esperimento,
quando in esso si scoprono i tratti di una narrazione dove parole e musica
si uniscono per fare da specchio a ciò che le circonda, dove parole
e musica diventano un impietoso occhio puntato sulla nostra epoca.